• Calici Rosa

Paolo Calì. Azienda Vitivinicola Paolo Calì

Le interviste dei Calici Rosa e il Coronavirus


“Vigneti sulle sabbie”. In questo modo Paolo Calì, titolare della Azienda omonima, descrive sul proprio sito la terra dove con passione immensa coltiva le sue uve. Frappato, Nero d’Avola, Grillo, vitigni che ogni anno danno vita a eccellenze pluripremiate. Siamo nel cuore della Sicilia, a Vittoria, nella splendida provincia di Ragusa.

  1. Caro Paolo ci potresti raccontare come è attualmente la situazione nella tua zona? Qui, in Sicilia, ci possiamo ritenere fortunati nonostante le previsioni catastrofiche riguardanti il nostro sistema sanitario e il fatto che si sono spostate quarantamila persone, tra studenti e lavoratori, dal nord al sud. Nella nostra provincia ci sono stati sessanta casi accertati e tre morti ma tutto sommato la situazione ha retto benissimo.

  2. Per quanto riguarda la vostra attività di produttore come vedi la situazione? Sono demoralizzato per le misure prese. Hanno fermato un’intera provincia sebbene via sia un numero esiguo di contagiati. Ci hanno bloccato, non abbiamo la possibilità di poter commercializzare. Un dramma assoluto, una cosa mai vista, mai pensata eppure nonostante questo dobbiamo lavorare. Io non amo la grande distribuzione, fornisco esclusivamente HO.RE.CA (n.d.r. acronimo di Hotellerie, Restaurant, Cateringe). Anche la ristorazione è ferma. Anche loro stanno soffrendo ma, a differenza nostra, hanno almeno potuto fermarsi mettendo in cassa integrazione i loro collaboratori e ricevendo sussidi da parte dello Stato. Noi invece no, nulla di tutto questo. Noi abbiamo lavorato sempre, tutti i giorni, dall’inizio della pandemia ad adesso e sarà così per ancora due mesi. E’ il periodo clou della nostra produzione. Stiamo completando la zappatura della vigna, facendo la potatura verde e iniziando a fare i trattamenti con zolfo e rame, la vegetazione ha già raggiunto i dieci centimetri di altezza. In questo momento quindi dobbiamo sopravvivere con tutta la forza lavoro assunta, cercando di pagare i nostri collaboratori e i fornitori pur non incassando niente perché dall’oggi al domani ci siamo trovati senza avere un cliente attivo.

  3. Una situazione senza dubbio molto complicata. Quali misure potrebbero secondo te essere adottate dallo Stato o dall’Unione Europea che potrebbero alleggerirla? Per quanto riguarda gli aiuti, come dicevo, non abbiamo ricevuto assolutamente nulla. Si parla tanto ma non si fa niente. Sicuramente ci servirebbe della liquidità: siamo costretti a stare fermi e abbiamo il portafoglio aperto a mantice. Stiamo sostenendo spese di fatto insostenibili. La mia azienda, per esempio, si è trovata ad investire impiantando nuovi vigneti e facendo imbottigliamenti più importanti del solito e quindi abbiamo avuto più spese rispetto ad un normale anno. Di certo non ci aspettavamo quello che è successo. Vorrei uno Stato che fosse più solidale con noi produttori offrendoci un aiuto economico che non sia però un nuovo indebitamento, ma un aiuto vero, concreto e valutato caso per caso. Mi piacerebbe dall’altra parte che però fossimo tutti più seri e più rispettosi verso gli aiuti di Stato.

  4. E il futuro come lo vedi? Come lo vedo il futuro? Io sono un inguaribile ottimista e spero che domani riparta tutto! Come dicevo ad altri amici, il giorno in cui riapriranno farò colazione al bar, andrò a pranzo e a cena fuori. Voglio che si sconfigga questo mostro del Coronavirus. Dobbiamo avere il coraggio di venirne fuori, di proteggerci l’uno con l’altro e di essere attivi senza queste misure drastiche e restrittive. Penso che la paura oggi sia più grande della malattia. Spero che con l’arrivo della bella stagione ci sia un miglioramento. So che amate i vini rosati. Il mio rosato si chiama “Osa” e nell’etichetta - poiché è un vino lievemente petillant - abbiamo scritto: “Questo non è un vino tranquillo “. Voglio pensare che questo sia un po’ il vino della rinascita. Spero che questa voglia di osare sia di buon auspicio per la rinascita del nostro Paese, della viticoltura e della enologia in generale, oltre che del turismo e della ristorazione che restano il nostro braccio destro a cui affidiamo le produzioni. Tutto questo sognando ancora di emozionare le persone.


Ringraziamo Paolo per le emozioni che ci ha regalato aspettando il momento in cui potremo degustare insieme un calice del suo rosato. Cin!

1 maggio2020



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