• Calici Rosa

Andrea Bruzzone. Enoteca - Cantina Andrea Bruzzone

Le interviste dei Calici Rosa e il Coronavirus


Oggi giochiamo in casa: siamo a Genova, in Valpolcevera. Siamo veramente contente di ascoltare –seppur da lontano – un nostro concittadino. Andrea Bruzzone è titolare della omonima cantina e di un’enoteca che costituisce da anni un punto di riferimento per il Ponente genovese.

  1. Andrea, queste settimane di grande emergenza sanitaria dovuta al Covid-19, che hanno sicuramente messo a dura prova il sistema sanitario, avranno anche un forte impatto a livello economico. Come state vivendo la situazione sul nostro territorio? Visto il momento, ritengo di essere abbastanza fortunato perché abbiamo sempre continuato a lavorare. In questo momento abbiamo puntato soprattutto sulla vendita del vino sfuso che, peraltro, neppure in passato, avevamo mai abbandonato. Il nostro negozio è aperto dal 1991 e questo a dispetto dei primi anni in cui si affermava che il futuro del vino fosse solo “in versione imbottigliata” e, a dispetto anche, di quelle bottiglie fornite da Cantine blasonate che, però, non trovi in commercio e nessuno beve. Abbiamo semplicemente portato il vino a tavola, come alimento quotidiano, ad un prezzo equo.

  2. Per quanto riguarda la tua attività di produttore e commerciante come vedi l’attuale situazione del mercato? Sono due punti di vista completamente diversi e, in questo momento, lo sono ancora di più. Una cosa è, infatti, il punto vendita che ha bisogno di risposte veloci e continue alle richieste dei clienti. Per questo cerchiamo di differenziarci sempre con una continua selezione di vini sfusi (la nostra offerta ne prevede ora 21 tipi). Ricordo, come fosse ieri, che per imparare a comprare e conoscere il vino e chi lo produceva, all’inizio degli anni ’90, percorrevo anche 25-30.000 km all’anno con la mia Fiat Punto. Accanto avevo il mio ”tutor”- in genovese “Puin”- dott. Gino Rivanera: un enologo giramondo, un uomo del 1921 che quest’anno compirà 99 anni e che mi ha insegnato quello che so. Per non dimenticare, poi, l’oste del paese, che era mio papà Eugenio. Egli mi infilò già da piccolo nelle botti per pulirle dalle muffe e raschiarne i tartrati e le bolle, sotto le quali si sviluppavano i batteri acetici. Per Andrea produttore invece sono dolori. Abbiamo in cantina i vini della vendemmia precedente e, nonostante tutto, abbiamo programmato l’imbottigliamento di circa 10.000 bottiglie acquistando, appunto, bottiglie, tappi, capsule, etichette e cartoni per un investimento di circa Euro 12.000,00. Tutto ciò, pur sapendo che il mercato adesso è completamento fermo, benché i fornitori abbiano già inviato e-mail chiedendo di rispettare le scadenze del pagamento della merce fornita.

  3. Nonostante il Coronavirus la natura non si ferma. Hai già programmato le varie misure di sicurezza in preparazione della vendemmia? Al momento, l’impegno principale è rivolto in campagna con i primi trattamenti sulle gemme. In vista della vendemmia si spera che qualcosa migliori.

  4. Gli eventi e le fiere del settore sono state annullate.La chiusura di alberghi,ristoranti, enoteche ebar, ha determinato in generale un forte calo delle vendite. Tu come ti stai destreggiando in questo difficile momento? Chiaramente, manca quello che fiere ed eventi ti permettevano di fare e cioè incontrare vecchi e nuovi clienti, occasioni nelle quali, in poche ore, potevi giocarti anche la vendita di tutto l’anno. Tali eventi, poi, consentono di rafforzare il legame con altri produttori e di assaggiare i loro vini, così da avere un ulteriore parametro per giudicare i propri.

  5. Andrea, ad oggi avete già ricevuto aiuti dallo Stato o dall’Unione Europea nell’ambito della Pac? E quali ritieni che potrebbero essere gliinterventi più urgenti per aiutare le aziende e il mercato? Aiuti personalmente non ne ho ricevuti, ma neanche ne ho chiesti. Anche perché, questi aiuti, sono indirizzati ai progetti di viticultura con grandi superfici e a cantine “faraoniche”, proiettate anche verso l’enoturismo, con ricavi ulteriori rispetto a quelli provenienti dalla vendita del vino. In ogni caso, per fortuna, negli ultimi anni si è mosso qualcosa a livello Ligure. Infatti, è arrivato un presidente dell’Enoteca Regionale, Marco Rezzano, il quale sta facendo un lavoro eccezionale riuscendo a coinvolgere e a proiettare la politica e la produzione verso un scopo unico: la promozione dei prodotti Liguri attraverso soprattutto la fidelizzazione dei clienti. Sapete... Mettere d’accordo i contadini o produttori liguri e l’Ho.Re.Ca (n.d.r. acronimo di Hotellerie, Restaurant, Catering), non è facile.


A pöco pe vòtta s’è fæto Zena”. Poco per volta si è fatto Genova. E poco per volta, ma senza mai fermarsi, come del resto appartiene alla natura dei genovesi, siamo sicure che Andrea Bruzzone saprà affrontare anche questo momento nei migliori dei modi. Grazie Andrea. A presto!


10 maggio 2020




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